Anima e Parole

venerdì, 24 febbraio 2006

Nella parola che ci passa accanto (Rino Valerio)

Se mi inonda il sole che si muove nel cielo

come barca nel mare

( così a me pare lontano dal mio Adriatico),

se mi inonda il sole io stesso navigo

con le nuvole compagne di viaggio

l'incanto della vita, pensaci, è racchiuso

nella parola che ci passa accanto, vola,

che io sento tu senti nell'andare

lento di ogni cosa, se ti fermi

ad osservare l'infinita magia che porta

il passatore solitario negli occhi, a scoprire

il segreto della sua allegria

nella povertà delle mani

Se m'inonda il sole che si muove nel cielo

io rinasco, esco alla vita


Pubblicato da: alaruccia alle ore 13:53 | link | commenti (1)
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A proposito di poesia e amici ritrovati

Rino Valerio è persona schiva. Non ama i complimenti fatti tanto per essere educati. La sua poesia è " respiro", ci arrivi subito, senza tentennamenti. E ti prende, dentro, come un incantesimo. Voci e paesi. Parole e canti. Terra e solitudini. Quando ci siamo ritrovati e gli ho chiesto un'intervista per questo diario mi ha detto" fai di me quello che vuoi, tu per me sei Alina, io per te Rino"... Un amico ritrovato a cui dico grazie per queste parole e per quelle che non smette mai di scrivere. Il mondo ha bisogno di poesia per dare un senso ad ogni mattino. E così vi presento Rino Valerio, e una sua poesia. Alina Laruccia.

Pubblicato da: alaruccia alle ore 13:47 | link | commenti
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lunedì, 13 febbraio 2006

A proposito di storie in BIANCO/NERO

Non si erano più visti da Ottobre. Il gelo aveva attraversato l'anima di entrambi. Capita, in una storia di amicizia, che ci si faccia male. Non importa se uno ha un cuore di bambino in un corpo di adulto o viceversa, fa male uguale. Poi quella telefonata. vengo a riprendermi la roba. Prego, fai pure. Un saluto in fretta, occhi e mani che si ignorano. Una porta che si apre, una porta che si chiude. L'amicizia è come una partita di calcio in un negozio di porcellane. qualcuno ci lascia i cocci, prima o poi.... Alla fine ci pensò Alex. Una punizione esemplare. 2 a 1. Palla al centro. Fischio dell'arbitro. Fine.

Pubblicato da: alaruccia alle ore 08:55 | link | commenti (1)
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lunedì, 06 febbraio 2006

Notturno per voce sola

Le parole, si sa, sono grandi passi che sfidano il buio, quando trovano un buon inizio. Così era stato per Fiorenza lavorare alla Radio. Sera dopo sera. Per voci diverse e uguali insieme. voci senza volto, che a volte le veniva voglia di chiudee gli occhi e capire cosa c'era dietro. Quella sera era l'ultima. C'erano state poche chiamate. Meglio così, si disse Fiorenza, non ho voglia di parlare, stasera. L'ultimo brano e pii un veloce saluto... La telefonata che arrivò non la sorprese: Sara. Chiamava tutte le sere, per ascoltare Billie Holliday. Per un attimo pensò di chiudere in fretta, ma poi decise che l'ultimo notturno meritava qualche parola in più. La piccola Sara, che non chiedeva il solito brano, voleva raccontarle una storia: Ascolta, Fiorenza, c'è questo piccolo principe che arriva sulla Terra e incontra una volpe. Vorrebbe giocare con lei ma quela risponde che non può perchè non è addomesticata. Il principe chiede che significa e la volpe risponde: vuol dire creare dei legami. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici". Bella storia, commentò Fiorenza, finisce bene? Non lo so, rispose Sara, ma ho pensato che le sfide, come gli amici, meritano uno sforzo in più, non devi tirarti indietro. Vero, replicò Fiorenza, ma se mollo è perchè c'è un tempo per tutto. anche per gli amici. Il mio tempo si ferma qui...Forse un giorno, chissà, qualcuno riaprirà la radio e ascolterà una voce. La mia. Forse sarà quel tuo piccolo principe, forse un vecchio amico... Buona notte, gente, alla prossima storia.

Pubblicato da: alaruccia alle ore 13:52 | link | commenti
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La Radio e i sogni( a proposito di desideri)

Molti anni fa dalle parti di casa mia c'era una Radio. Un gruppo di amici che si erano riuniti a sperimentare, in un laboratorio che era anche teatro... Tempi che ricordo con nostalgia. Perchè quando si chiude una Radio è un pò come chiudere un sogno. La radio non ha immagini, eppure la ascolti e non ti serve altro. Mi sarebbe piaciuto lavorare in una Radio. E così mi sono trovata a scriverci su una piccola storia.

Pubblicato da: alaruccia alle ore 13:39 | link | commenti
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Viaggio intorno alla scrittura e alla lettura

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Chi sono

Utente: AlinaLaruccia
Nome: Alina Laruccia
Sono una sognatrice. Ho ideato e creato questo blog per il grande amore verso la scrittura e la lettura. Tutti sono invitati ad esprimere pareri su quello che leggeranno, e se vorranno scrivermi sarà un grande onore. Questo viaggio attraverso la vita mi piacerebbe condividerlo con voi.

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