Domani è il mio compleanno.
Per me è una data importante, perchè in questa occasione faccio sempre bilanci. Guardo a che punto sono arrivata, cosa ho fatto e cosa voglio per il futuro. E mi piace circondarmi delle persone care per brindare.
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Se volete farmi gli auguri domani, fatemeli pure, mi farà piacere. Io penso di prendermi un po' di tempo per me stessa. Magari penserò a quel viaggio che avrei voluto regalarmi. O magari no.
Ore 18.30 presso l'' Associazione culturale "Manonmani" P.zza Marconi, 18 Bitonto (BA)
"INCONTRO LETTERARIO".
Ci sarà la presentazione del libro "La prigione sotto la neve", edizione Manni. Presenta Lizia Dagostino (psicologa). Sarà presente l''autore Raffaele Valentini.
Dalla cittadina di Turi, in provincia di Bari, nota soprattutto per aver ospitato nel carcere locale Antonio Gramsci negli anni del fascismo, arriva un romanzo di recente pubblicato per Manni Editori da Raffaele Valentini con il titolo La prigione sotto la neve (pp. 152, euro 16), anch''esso strettamente legato alla vicenda che vide l''intellettuale comunista internato a Turi per motivi politici. Raffaele Valentini è nato e v ive a Turi, dove abita da sempre a pochi metri dal carcere, grande isola di pietra adesso inglobata al centro del paese. È docente di lingua inglese, giornalista, cofondatore e direttore responsabile de "il paese". Ha pubblicato libri in italiano e nel dialetto di Turi. Quella del romanzo è la vera storia di Sandro, marittimo di professione, condannato all'ergastolo per omicidio, detenuto nel carcere di Turi. Nel libro c'è la sua vita - come una prigione senza limiti e senza tempo - ricucita dentro e fuori i vari penitenziari, insieme alle sue passioni, le assenze, la tragedia. Un giornale di bordo solitario. Un diario postumo narrato da chi lo ha conosciuto e ascoltato negli incontri affumicati da mille sigarette, tra esitazioni, fughe, pacificazioni e malinconici bicchieri di buon marsala.
Con queste parole l''autore introduce il suo stesso romanzo: «Abito da sempre a pochi metri dal carcere di Turi (lo stesso di Gramsci, Pertini), una gigantesca isola di pietra adesso inglo bata tra le case, al centro del paese. E, da sempre, il carcere è presente nei miei occhi, nei miei pensieri, con la sua forma essenziale, sovrastante e nuda, con tutta la sua umanità che sento respirare al di là delle finestre di ferro affacciate sulla mia stradina. Un''umanità che tossisce malamente, impreca, grida, si lamenta, esplode per i goal delle partite di calcio, stende qualche piccolo indumento ad asciugare sulle sbarre dietro i vetri, saluta richiami dai marciapiedi di sotto, talvolta protesta, rare volte ride. Quando poi ho conosciuto Sandro Zerbola, in giro per i nostri giardini, libero, senza mete dichiarate, ho capito anche molto di più dalle storie delle sue parole. E non avrei mai voluto che un giorno avesse dovuto smettere di raccontare. Nelle pagine che seguono ho cercato di ricomporre, per quanto possibile, alcuni capitoli delle sue avventure taciturne, quasi una sorta di ''Diario Postumo'', un diario periodico dei nostri incontri affumicati da mille sigarette, p assati indenni tra un bicchiere di buon marsala e una immancabile vogliosa ''pasta alla crema''. Parole trascritte come in un giornale di bordo che potesse registrare la fatica di vivere di quanti passano gran parte della propria esistenza in uno spazio escluso, dilatato dal tempo, lacerato dai sensi di colpa, limitato dalla condizione solo nei gesti apparenti. Per cercare di restituire attenzione, e dignità, a tutti coloro che scorgiamo istrattamente oltre le inferriate. Persone delle quali, spesso, molti non sanno o non ritengono che possano avere pensieri e sentimenti. Vite da continuare».
Ingresso libero
Penso che ogni giorno sia
Come una pesca miracolosa
E che è bello pescare sospesi
Su di una soffice nuvola rosa .
Io come un gentiluomo ,
E tu come una sposa .
Mentre fuori dalla finestra
Si alza in volo soltanto la polvere .
C'è aria di tempesta !
Sarà che noi due siamo di un altro
Lontanissimo pianeta .
Ma il mondo da qui sembra soltanto
Una botola segreta .
Tutti vogliono tutto , per poi accorgersi
Che è niente .
Noi non faremo come l'altra gente ,
Questi sono e resteranno per sempre…
I migliori anni della nostra vita .
I migliori anni della nostra vita .
Stringimi forte che nessuna notte è infinita ,
I migliori anni della nostra vita .
Penso che è stupendo
Restare al buio abbracciati e muti ,
Come pugili dopo un incontro .
Come gli ultimi sopravvissuti .
Forse un giorno scopriremo
Che non ci siamo mai perduti…
E che tutta questa tristezza in realtà ,
Non è mai esistita !
I migliori anni della nostra vita ,
I migliori anni della nostra vita ,
Stringimi forte che nessuna notte è infinita .
I migliori anni della nostra vita !
Stringimi forte che nessuna notte è infinita .
I migliori anni della nostra vita
Presso la Libreria Eleutera di Turi,
il 20 Marzo 2009,
si è costituito il Fan Club Sandra Petrignani.
Per adesioni e informazioni scrivere a alinalaruccia@libero.it
Primavera
Sarà un volto chiaro.
S'apriranno le strade
sui colli di pini
e di pietra....
I fiori spruzzati
di colore alle fontane
occhieggeranno come
donne divertite: le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole. ( Cesare Pavese)
Mi sono innamorata
delle mie stesse ali d'angelo,
delle mie nari che succhiano la notte,
mi sono innamorata di me
e dei miei tormenti.
Un erpice che scava dentro le cose
o forse fatta donzella
ho perso le mie sembianze.
Come sei nudo, amore,
nudo e senza difesa.
io sono la vera cetra
che ti colpisce nel petto
e ti dà larga resa.
Ebbene sì, l'ho fatto ...
Sono su Facebook...
Non ci credo ancora !
Le memorie fanno luce sugli angoli della mia mente,
sbiadite memorie con tenui colori di come eravamo
Immagini distrutte dei sorrisi che ci siamo lasciati dietro
sorrisi che abbiamo scambiato per come eravamo
Può essere che fosse tutto così semplice allora
o il tempo ha riscritto ogni cosa?
se avessimo l'occasione di rifare tutto ancora una volta
dimmi, vorremmo? potremmo?
I ricordi possono essere belli adesso
e ciò che è troppo doloroso da ricordare
scegliamo semplicemente di dimenticare
così sono le risate che ricorderemo
ogni volta che ricorderemo come eravamo
Come eravamo.
Sono gli amori insensati
a dare un senso alla vita
a questa musica fragile
tra le tue dita
a queste dolci oscenità
in una notte che ci somiglia
a questo cercare rime
e rubarle tra le tue ciglia
tra le tue ciglia
Sono gli amori insondabili
a rivelarci la vita
questo cercarsi per sempre
questa sorpresa infinita
le tue lame di verità
e il manto gelido d'inverno
che ti porti sulle spalle
e che ti fa scappare
da un sogno così bello
Sono gli amori diversi
quelli che restano dentro
e che vorresti cullare
sentirli cantare
e fermarli nel tempo
sono gli amori più intensi
quelli che restano dentro
e non riesci a scordare
e che fanno più male
gli amori come te
Sono gli amori improvvisi
ad indicarci la strada
in quella buia tempesta
di desiderio e di attesa
a farci brillare gli occhi
di quella luce così vera
e a sussurrare parole
al fuoco dell'intesa
al fuoco dell'intesa
Sono gli amori diversi
quelli che restano dentro
e che vorresti cullare
sentirli cantare
e fermarli nel tempo
sono gli amori più intensi
quelli che restano dentro
e non riesci a scordare
e che fanno più male
gli amori come te.
Leggo un libro e penso a te
Cambio casa e penso che
Non troverai la strada
Una stella e penso a te
Vivo sola e penso che non so
Parlarti e non parlare più con te
Amare non amando te
Metà di questo cuore lontanissimo
Metà sospeso qui
L'alba che illumina un mondo che non c'è
Troverò lacrime nell'immenso vuoto che
Resta in me
Che mistero è
Un mondo che non c'è
Troverò lacrime nell'immenso vuoto che
resta in me
che mistero è.
Viaggio intorno alla scrittura e alla lettura
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