Il 19 Luglio 2007 Turi ricorda Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.
Ecco il discorso che mi sarebbe piaciuto tenere durante la presentazione del libro di Michele Cagnazzo” Mafia, una guerra senza confini”
.Presentazione per cui il Comune di Turi mi aveva concesso Patrocinio Gratuito.
Sono fuoriformat, però, così almeno dicono, e allora eccolo sul mio blog, il discorso.
Colgo l’occasione per ringraziare l’Attrice Francesca Savino e l’amico Beppe Coppi, che avrebbero dovuto essere con me alla presentazione. Anche loro fuoriformat. Mi scuso per averli disturbati inutilmente. ( Alina Laruccia, una provinciale testardamente perbene, legata al proprio paese e appassionata di libri)
6 milioni. Secondo gli ultimi dati Istat sono 6 milioni gli italiani che non hanno titolo di studio, a partire dal diploma di scuola media.
La maggioranza sono giovani. Molti i giovanissimi.
Una parte di essi va ad ingrossare le file dell’esercito della Mala.
Spinti dal miraggio del guadagno subito e facile, hanno sul videofonino la foto del boss di quartiere e sognano di morire ammazzati.
Come operatrice culturale sento il dovere di esprimere forte preoccupazione per come la società attuale sta affrontando il tema della Cultura. e della Legalità.
Concetti Inscindibili.
19 luglio del 1992. Strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino, e la sua scorta :Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cusina, Claudio Troina.
Oggi 19 luglio 2007 la Mafia non è stata ancora vinta..
Questa è una sconfitta per la società perbene.
.Quella che non vive di espedienti. Quella che si alza al mattino e produce. Quella che non scende a compromessi.
Noi siamo qui per gridarlo, che è la Cultura della verità a far vivere i sogni, e che l’indecisione ci offende.. Ci offende pensare che l’informazione sia ridotta a discutere su starlette, calciatori e Fabrizio Corona. Ci offende sentir chiamare i giudici ASSSASSINI.e ci offende sapere che le forze dell’ordine e la Magistratura spesso operano senza mezzi adeguati
Ci offende una politica che si chiude sempre più in caste,
Ci offende la decadenza dei costumi, ci offende chi ritiene che è meglio apparire che essere.
Ci offende sapere che l’abbandono scolastico non è frenato abbastanza, e che la scuola sta tornando ad essere d’elite.
Il libro di Michele Cagnazzo grida con rabbia la sua indignazione verso l’inerzia con cui oggi si sta combattendo la Mafia..
Noi siamo chiamati a risponderne, tutti, ciascuno nel proprio campo di azione.
Secondo coscienza.
Perché ci sia sempre più gente che guardando da una fessura trovi le stelle, e non solo il fango.
Lascio la parola a Francesca Savino, per una riflessione di Paolo Borsellino, che è presente sul sito di Libera.
.Paolo Borsellino incontrava spesso i giovani, penso riponesse in loro grandi speranze.
Speranza che nel libro di Michele Cagnazzo trova ampio respiro.
“ I giovani e la mafia? “ E’ un problema di cultura, non in senso restrittivo e puramente nozionistico ma come insieme di conoscenze che contribuiscono alla crescita delle persone. Fra queste conoscenze vi sono quei sentimenti, quelle sensazioni che la cultura crea e che ci fanno diventare cittadini, apprendendo quelle nozioni che ci aiutano a identificarci nelle istituzioni fondamentali della vita associata e a riconoscerci in essa.” Paolo Borsellino
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