Anima e Parole

mercoledì, 29 agosto 2007

A proposito della Rassegna annullata...

Ed ora permettetemi una breve nota: La Giuria dunque ha ritenuto che in tutti i  numerosi cortometraggi pervenuti ci fossero storie non  idonee allo spirito della Rassegna.

 Ho creduto fortissimamente in questo evento. Una visione della scrittura che parlasse anche per immagini. Ci credo ancora e ci crederò per la prossima Edizione.  E mi rendo anche conto che ci vuole coraggio, a non assegnare un premio. Si passa per presuntuosi ( specifico  comunque che la Giuria era composta da registi, autori di corti, attrici, scrittrici, pittrici oltre che da spettatori e amanti del cinema e che l’impegno per la realizzazione della Rassegna ha comportato dei costi , sostenuti anche grazie al contributo prezioso dell’Enotria Ricevimenti).Spesso nei concorsi,che siano cinematografici, letterari, eccetera, si è nell’impasse: Nessun vincitore, rischiando di essere tacciati di arroganza intellettuale ? O premiare comunque, evitando problemi, soprattutto un calo di partecipazioni ? Noi non ce la siamo sentita, di fare come il resto del coro. E se metteremo in bagaglio una diminuzione di partecipanti per la prossima edizione e una certa impopolarità,pazienza, sono sicura che ricaveremo in buona parte rispetto. Rispetto che è stato fondamentale anche  tra noi componenti la Giuria,( perlomeno tra quelli che non sono mancati alla riunione fondamentale, non come le Istituzioni ,che aspettano solo di sedersi in prima fila e bearsi del lavoro altrui) ,visto che non ci siamo fatti influenzare da timori di pubblicità negative e abbiamo discusso a lungo prima di prendere questa decisione che abbiamo insieme condiviso, senza se e senza ma. Crediamo che l’assegnare premi a tutti,  e a tutti i costi stia svilendo i concorsi stessi: gli autori facciano un gesto di umiltà e un passo indietro, e si ritorni al piacere puro di creare, sperimentare, stupire. Non partecipare ad ogni costo, per sentirsi protagonisti. Viviamo tempi assurdi, in cui spesso si scippano iniziative solo perchè apparire è più importante che essere, ma ho fiducia nelle persone e in quei cuori che da qualche parte celano ancora frammenti di sogni. E’ a quelli che intendiamo parlare, non ai professionisti di illusioni, che gironzolano qua e là a caccia di specchi… Naturalmente il dibattito è aperto, per chi ha voglia di contribuire alla discussione. Grazie. Alina Laruccia, Libreria Eleutera, Turi.


Pubblicato da: alaruccia alle ore 08:06 | link | commenti (4)
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Commenti
#1   05 Settembre 2007 - 16:35
 
Chiedo con l'occasione di avvalermi del "diritto di replica" chiedendo la pubblicazione sul vostro sito della seguente lettera.
Grazie anticipatamente della cortese attenzione.

Premetto che la giuria mi trova d'accordo con la scelta di sospendere il concorso considerando che non sono pervenuti cortometraggi corrispondenti ai requisiti del bando.
Ciò che, a mio avviso, trovo esagerato è questo commento estratto dalla sua dichiarazione: "gli autori facciano un gesto di umiltà e un passo indietro, e si ritorni al piacere puro di creare, sperimentare, stupire. Non partecipare ad ogni costo, per sentirsi protagonisti."

Sono convinto della buonafede della vostra osservazione che sicuramente può ben adattarsi a qualcuno, ma onestamente la trovo fuoriluogo poiché sono altrettanto convinto che non possa essere applicata alla maggioranza degli autori che hanno partecipato al concorso in questione. Autori che, voglio ricordare, grazie all'impegno profuso nel realizzare i loro lavori (più o meno discutibili nei risultati) offrono la possibilità a molte associazioni e comuni di avere a disposizione materiale GRATUITO per la realizzazione di eventi e serate di proiezione come quella che avevate in progetto. Parlo di "materiale gratuito" per gli organizzatori degli eventi, non di certo per gli autori dei cortometraggi.

A fronte dell'impegno di noi autori o semplici "giocherelloni del cinema fatto in casa" (come amo definirmi io) viene continuamente sbandierata la carta della "visibilità" finalizzata alla diffusione dei propri film che nel 99% dei casi visibilità non è, ma che comunque non è cercata da tutti. Per la maggior parte degli autori i cortometraggi si realizzano per il piacere di vederli nascere e sono tanti i fattori che spingono a partecipare ai concorsi: le reazioni del pubblico, delle giurie, il confronto con gli altri autori, un po' di sano agonismo, ecc..

Non siamo marionette che si muovono al comando di un semplice input, perché non ci mancano gli spunti sui quali costruire storie e pertanto lo facciamo partendo da ciò che piace soprattutto a noi. Se volete commissionarci di realizzare un cortometraggio specifico per il vostro concorso, probabilmente dovete motivarci con qualcosa in più della "visibilità", poiché quando ci servono attrezzature e materiali non basta dire che sono finalizzati ad una rispettabilissima e lodevole iniziativa culturale, ma servono soldi che spesso noi "popolo dei call-center" fatichiamo ad avere.

Inoltre è importante sottolineare che "il piacere puro di sperimentare" non lo si trova solamente nella realizzazione di cortometraggi tratti da opere letterarie, ma anche nel creare storie dal nulla o che prendono spunto da episodi di vita personale.
Questo episodio probabilmente servirà a far riflettere anche a voi sulla scelta di proporre un concorso di cortometraggi con le modalità descritte nel regolamento. A tal proposito consiglio di dare un'occhiata a cosa viene proposto negli altri festival quando si effettuano concorsi su temi specifici. Avete messo in piedi un concorso facendoci pagare una quota di iscrizione di 10€ per offrire in cambio un primo premio di 100€ e non avete avuto neanche la compiacenza di specificare nel vostro messaggio sul sito che un ringraziamento era dovuto anche a noi autori che abbiamo fornito il materiale pagando addirittura una quota di partecipazione e non solo al "contributo prezioso dell'Enotria Ricevimenti". Forse i nostri lavori e i nostri soldi per voi non erano altrettanto preziosi?
Infine vi ricordo, qualora vi fosse sfuggito, che in Italia esistono leggi sui diritti d'autore che tutelano "le opere letterarie", limitandone la possibilità di utilizzo solamente a quelle diventate patrimonio pubblico dopo 70 anni dalla morte dell'autore se non vado errato. Pertanto tutto questo pone delle ulteriori limitazioni rispetto alla scelta dei soggetti dai quali prendere spunto.... e secondo voi, noi avremmo dovuto investire tempo e denaro nella trasposizione di un'antica opera letteraria, per autofinanziarci con i nostri soldi un possibile premio di 100€ ? Quello che voglio dire è che se non c'è un valido motivo, gli autori continueranno a realizzare le storie che sentono di voler realizzare prendendo spunto dalla propria fantasia e non dai dettami dei regolamenti dei festival perché questo è un nostro diritto che merita la sospensione di un concorso ma non di certo l'offesa.
P.S. Per quanto mi rigurda, il mio film "Il bambino e la brasiliana" è un film tratto da un racconto di Luca Giacomozzi e pertanto pretendo la restituzione a vostre spese della quota di iscrizione di 10€ poiché il festival è stato sospeso per motivi che non mi riguardano direttamente.
Inoltre sarebbe opportuno da parte vostra, renderci partecipi del numero di corti ricevuti per la rassegna e farci sapere sapere che fine hanno fatto le relative quote di iscrizione, al fine di tranquillizzare i partecipanti al concorso di non essere incappati in una frode. Vi comunico sin da ora che sono intenzionato a far luce fino in fondo su questa vicenda.

Distinti saluti.
Alessandro Grassi

Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
mail: blualex@inwind.it
telefono: 328.9042092
utente anonimo

#2   05 Settembre 2007 - 17:24
 
Ringrazio il signor Grassi per il suo commento al quale mi riservo di rispondere in modo puntuale e adeguato.
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#3   06 Settembre 2007 - 16:34
 
In qualunque concorso, il giudizio della Giuria è insindacabile. Chiunque componga la Giuria ha il diritto di esprimere un giudizio sul lavoro per cui è stato convocato. Ho 14 anni di esperienza come addetto stampa di un'associazione culturale, partecipato a numerosi concorsi letterari ,visto concorsi le cui giurie erano composte da personaggi che con la letteratura non c'entravano nulla. Nessuno però ha mai messo in dubbio il fatto che si può avere un proprio gusto personale, che è indiscusso. La Giuria della Rassegna di cortometraggi " A corto di libri" era la più qualificata, ha fatto una scelta ed io come organizzatrice dell'evento la rispetto. Gli autori partecipanti, non molti in verità, sono stati contattati via mail il 27 agosto 2007, ( chi non ha ricevuto la mail ha chiamato ed è stato informato personalmente),sono stati ringraziati per aver comunque partecipato ed è stato chiesto loro se volevano indietro il materiale inviato e la quota di iscrizione. Solo due di loro hanno chiesto il rimborso della quota e il ritorno del filmato, e certamente così sarà fatto.Il bando sarà sicuramente riscritto per la prossima edizione, in modo che sia chiaro che quando si parla di "Opere letterarie" non si intende solo prese da Manzoni o Baricco(a meno che non se ne abbia autorizzazione), ma che siano letterari perchè tratti da racconti( pubblicati o no non è importante).La creatività, lo stupore, l'immaginazione, valgono per le riprese, i dialoghi, la dizione, la storia appunto. Se qualcuno si è sentito offeso me ne scuso, ma l'amore per il cinema che mi ha spinto ad organizzare l'evento mi ripaga di qualsiasi momento di sconforto per quanto accaduto. Voglio ringraziare di nuovo i numerosi siti che hanno ospitato il bando, gli autori che spero parteciperanno alla prossima edizione e anche quelli che non vi prenderanno parte.
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#4   07 Settembre 2007 - 02:04
 
Sig.ra La Ruccia, se rilegge con attenzione la mia lettara avrà modo di comprendere sin dalle prime righe che io non ho messo affatto in discussione l'operato della giuria e il suo insindacabile giudizio. Ciò che metto in discussione è il fatto di aver accusato pubblicamente, tramite il suo sito internet, gli autori dei film additandoli come presuntuosi chiedendo loro di fare un gesto di umiltà.

Un'indiscutibile giuria e una discutibile organizzatrice di un festival dimostratosi perdente prima ancora di partire, ha la facoltà di esprimere un giudizio sulle opere pervetune ma non ha alcun diritto di eprimere giudizi sulle persone accusandole di arroganza solamente per aver inviato delle opere che alla "insindacabile giuria" non piacciono.
Rispetto al fatto di aver comunicato via mail l'annullamento del maldestro concorso, le smentisco pubblicamente la cosa, poiché io da lei non ho ricevuto alcuna comunicazione. Le dico anticipatamente che non può negare di aver avuto il mio contatto di posta elettronica poichè è stato precedentemente utilizzato da lei stessa per confermarmi tramite mail l'arrivo a destinazione del mio cortometraggio. Ciò che mi chiedo è: come mai lei non mi ha inviato un'altra mail per comunicare l'annullamento del concorso ma ho dovuto scoprirlo io mettendomi in contatto diretto con lei? Non le semra un atteggiamento scorretto e maldestro, soprattutto in virtù del fatto che avete chiesto una quota di iscrizione per farci partecipare? Inoltre smentisco anche la sua dichiarazione in riferimento al chiedere agli autori se volevano essere risarciti dei 10€, per alcuni semplici motivi: innanzitutto a me questa domanda non l'ha posta affatto e anzi... ho dovuto espressamente richiederle io la restituzione dei soldi. Ad ogni modo non è questo il nodo della questione, è il concetto di fondo ad essere sbagliato. Non è corretto chiedere agli autori se vogliono essere risarciti, si risarciscono e basta.

Mi faccia capire una cosa visto che gestisce una libreria. Poniamo per esempio che dei suoi clienti le ordinano un libro pagandoglielo in anticipo, nel caso in cui tale libro per un qualsiasi motivo non può essere reperito, cosa fa?
Chiede ai suoi clienti se rivogliono i soldi indietro anziché restituirglieli direttamente?
Se i suoi clienti dicono "non fa niente" lei trattiene indebitamente quei soldi?
La logica è esattamente la stessa. Dalla sua risposta ci fa capire che ha intenzione di trattenere le quote di iscrizione degli autori che non hanno fatto specifica richiesta di restituzione, le pare corretto?

In tutta la sua bella e cortese letterina nella quale ci illustrava gli esiti della insindacabile giuria che ha decretato i corti arrivati a destinazione "storie non idonee allo spirito della Rassegna" (e lo ha anche scritto in grassetto e sottolineato) ha dimenticato di precisare che sul bando di concorso da voi redatto in formato .pdf si sbandiera il seguente titolo a caratteri cubitali: A CORTO DI LIBRI... 1a Rassegna di Cortometraggi (tratti preferibilmente da opere letterarie). Se non siete "A CORTO DI VOCABOLARI...", dovreste conoscere il significato della parola "preferibilmente".

Mi ripeto... alla luce del "preferibilmente", se la sente ancora di marcare in grassetto e sottolineare l'infelice frase: "storie non idonee allo spirito della Rassegna"?
Vorrebbe veramente far ricadere su di noi la responsabilità del suo fallimento?

Per concludere questa triste storia, voglio dire che noi autori, parafrasando le sue bellissime parole, ci concederemo un gesto di umiltà e faremo anche quel passo indietro, seguendo il suo consiglio, che secondo lei ci farà tornare al piacere puro di creare, sperimentare e stupire. Torneremo a questo piacere che in realtà sappiamo di non aver mai perso poichè esso non è condizionato dai risultati dei nostri lavori (che possono essere anche pessimi) ma dalla voglia e dal piacere di "fare" mettendoci in gioco e in discussione anche in situazioni come questa nella quale una persona a noi totalmente sconosciuta ci può bacchettare per la nostra presunta poca umiltà, solo per aver visto un nostro film e senza averci mai conosciuto di persona.

Aggiungo... non si preoccupi, perchè molti di noi non parteciperanno "ad ogni costo per sentirsi protagonisti" nel suo bellissimo evento, poichè sappiamo ancora sceglire i concorsi ai quali vale la pena di prendere parte.
Dopo aver visto gli esiti di questa triste manifestazione improvvisata a tal punto da non essere riusciti neanche a comunicarne l'annullamento a tutti gli autori che avevano fornito i propri contatti stampati sui DVD e sulle schede di partecipazione, mi chiedo cos'altro avrebbe potuto fare lei Signora Alina La Ruccia senza l'ausilio dei suoi 14 anni di esperienza nel settore.

Buona fortuna per la prossima edizione.

P.S. Attendo comuicazione dell'avvenuta restituzione dei soldi tramite bonifico bancario alle coordinate che le ho già inviato privatamente, mi auguro che almeno in questo caso si ricordi di avvisarmi e non aspetti di nuovo che sia io a ricontattarla.

Alessandro Grassi
blualex@inwind.it
tel: 328.9042092
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