“ Quante volte mi hai visto piangere, e hai distolto gli occhi, annoiato. Le lacrime che mi scendono da sotto gli occhiali da vista ,che nessuno consolerà e che io stessa rimpiangerò di aver pianto. E’ incredibile quante lacrime riescano a produrre i miei occhi, come se le avessi nascoste dietro le palpebre, pronte a schizzare fuori al più piccolo richiamo, alla più tenue delle emozioni. Niente di definitivo,però.
Immagino invece che ciò che nella vita si svela come definitivo sia soltanto quello che non può compiersi se non attraverso la nostra sconfinata solitudine.
Forse sarei potuta diventare testimone di un evento definitivo se tu mi avessi fatto fare un figlio. Ma non hai voluto concedermelo, ed io non ho saputo convincerti, né costringerti, magari con una di quelle trappole femminili di cui parlavi tanto.
Adesso invece mi sembra che nella mia vita senza te ci sia perfino un filo di saggezza, qualcosa che assomiglia ad un progetto che mi portavo dentro sempre e che mi svela a me stessa meno inconcludente di quanto temessi. So che non è necessario che ti dica di avere cura di te. Lo farai certamente”.

Viaggio intorno alla scrittura e alla lettura
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